“Lungo la via Roma si apre a un certo punto piazza San Domenico con l’omonima Chiesa che è uno dei più sontuosi monumenti di Palermo barocca…San Domenico è il Pantheon della capitale sicula o la Westminster Abbey se preferite. Tutto cominciò nel 1848 quando nel tempio domenicano si riunì il Parlamento rivoluzionario. L’episodio consacrò’ il luogo alla gloria panoramita. Dalla metà del secolo scorso è invalsa l’abitudine di seppellire in San Domenico i grandi siciliani…Chi non è sepolto in San Domenico ha voluto esservi almeno ricordato con un monumento funebre. Troviamo dunque sepolti o commemorati il grande storico Michele Amari, il patriota Ruggiero Settimo, i garibaldini Rosolino Pilo e Giacinto Carini, l’astronomo Giuseppe Piazzi scopritore del pianetino Cerere e degli asteroidi, il pittore Giuseppe Velasquez da non confondere col Velasquez che conta, il patriota ungherese Luigi TuKory, il poeta Giovanni Meli, il marchese di Villabianca e altri come il generale Antonio Cascino conquistatore di Gorizia. Francesco Crispi dispone di un monumento.”
Pietro Zullino, Guida ai misteri e piaceri di Palermo.