Una delle più grandi vergogne della Sicilia, lo sfruttamento disumano nelle miniere di zolfo degli operai ma soprattutto dei carusi (i bambini piccoli che spesso venivano addirittura ceduti dalle famiglie in cambio di una somma di denaro) è uno dei temi di fondo di questo romanzo di formazione, dove la storia di Carolina e quella della sua famiglia si intrecciano ai fatti della grande storia (come ad esempio il terremoto di Messina del 1908 e la prima guerra mondiale).
I Nuvolari sono una famiglia veneta trapiantata nel cuore della Sicilia, per inseguire il sogno dell’estrazione dello zolfo, attività che permette lauti guadagni e benessere a pochi, a fronte di miseria per tanti lavoratori e costo altissimo di vite umane….
Gedeone, il capo famiglia, è un padre severo; dopo il dolore della morte della moglie si è gettato a capofitto nel lavoro, permettendo alla sua famiglia di elevarsi socialmente; appare tuttavia ruvido e distaccato con le tre figlie, dalle quali sembra pretendere rispetto più che desiderare affetto…
La storia si concentra in particolare su Carolina, la più piccola della famiglia, narrando il suo passaggio dalla fanciullezza all’ età adulta, fino al matrimonio ostacolato in famiglia con un medico socialista, Carmine, portavoce di tutte quelle idee rivoluzionarie che sono in quegli anni alla base delle tante rivendicazioni sociali per ottenere un salario equo e una vita dignitosa per tutti i lavoratori.
Carolina è per molti versi una ragazza anticonvenzionale, non ama la mondanità ma l’intimità familiare ed è pronta a mettersi in gioco, a rischiare tutte le sue certezze pur di fare ciò che ritiene giusto: riuscirà anche a mettere in salvo Nicola, un caruso, scappato dall’ inferno delle miniere; lo farà studiare e diventerà per lui una sorella maggiore.
Il bene crea spesso circoli virtuosi e Carolina costituirà un modello importante per la formazione di Nicola. Il ragazzo a sua volta, diventato maestro elementare, sceglierà infatti di insegnare a leggere e scrivere ai bambini poveri delle miniere, provando a dar loro attraverso l’istruzione un’opportunità di riscatto sociale.
Le tante vicende narrate nel romanzo si dipanano seguendo anche la parabola discendente in Sicilia dell’estrazione dello zolfo (che verrà soppiantato da quello americano) e quindi della famiglia Nuvolari.
Alcuni spunti del volume, come accade spesso del resto, sono autobiografici: Gedeone Nuvolari, la signora Bruno figlia dell’archeologo Francesco Saverio Cavallari e altri personaggi che hanno ispirato la penna di Cipolla sono realmente esistiti, mentre Carolina e Nicola sono frutto di fantasia.
Il romanzo, ben documentato (l’autrice inserisce anche una bibliografia) permette al lettore di immergersi nell’ atmosfera di cento e più anni fa, respirando lo stridente contrasto tra il fasto del liberty, la visita del Kaiser o dei reali inglesi, l’entusiasmo per la targa Florio e la primavera siciliana e la miseria estrema dei vicoli di Palermo o delle campagne siciliane.—