Recensioni

Gianluca Tantillo, Senza tarì e il sogno della Merica 2023

04 Settembre 2023

Senza tarì e il sogno della Merica di Gianluca Tantillo è’ il romanzo che non ti aspetti da un autore esordiente: il libro ha un intreccio narrativo accattivante e i personaggi sono realistici e convincenti. Con una grande leggerezza nel raccontare, e un suo personalissimo stile, Tantillo riesce a catturare l’attenzione del lettore, dalla prima all’ultima pagina, raccontando la saga della famiglia Schiera, a cui è stato affibbiato addosso come un’etichetta infamante il soprannome o ‘nciuria “senza tarì”, ovvero “poveri in canna”. 

Tra sincera verità e dissacrante (ma mai cinica) ironia, il filo narrativo si snoda tra passato e presente, mettendo spesso a confronto le problematiche delle diverse generazioni, dal sanguigno nonno Peppino che lavorava al pastificio di Trabia al debole e arrendevole nipote Antonio cronico disoccupato; ma Tantillo ci srotola in realtà davanti agli occhi un romanzo corale, in cui c’è tutta Trabia con i suoi vizi e le sue virtù, con i rapporti di vicinato, con i pettegolezzi, con le pazzie e con gli episodi surreali e divertenti, con le speranze e i buoni sentimenti, con le delusioni e le scelte difficili da prendere. Insieme al nonno Peppino, prepotente emerge nel racconto la figura di mastro Ercole, il puparo del paese, dal cuore generoso, unico amico sincero e punto di riferimento di Antonio Schiera, che con cui lui ama condividere pranzetti e prelibatezze che hanno il gusto della festa e il calore della famiglia. Sullo sfondo della narrazione ci sono paesaggi che sono anche luoghi dell’anima, dipinti da Tantillo con la stessa sfumata delicatezza con cui Daniela Verduci ha sapientemente illustrato la copertina del libro. Il finale mi ha sorpreso ma al tempo stesso ripensandoci mi è sembrato perfettamente in linea con tutto il romanzo.

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