Storie al femminile

Maria Gravina Cruillas di Ramacca e la sua folle passione per Gabriele D’Annunzio

04 Marzo 2025

Nel Dicembre del 1891 Gabriele D’Annunzio vive a Napoli, dove Matilde Serao e il marito Edoardo Scarfoglio, che hanno fondato un nuovo quotidiano, “il Corriere di Napoli “, danno fiducia all’amico, pubblicando a puntate il romanzo “L’innocente”, rifiutato dall’editore Treves perché ritenuto immorale. Il soggiorno napoletano, che nelle iniziali intenzioni dello scrittore doveva essere di sole due settimane, si prolungherà invece per due anni. 

All’ombra del Vesuvio scocca infatti la scintilla tra il Vate e “l’inquieta” principessa siciliana Maria Gravina Cruyllas di Ramacca, conosciuta a Francavilla a mare. Maria è figlia di Francesco Gravina principe di Ramacca, è stata data in sposa al conte Anguissola di San Damiano, ma i rapporti con il coniuge non sono mai stati mai buoni. “Quando Maria Gravina s’incontra con Gabriele non è più nella prima gioventù, ha 30 anni, ma ha conservato una meravigliosa bellezza: alta, slanciata… ha poi un curioso capriccio di natura: tra i folti capelli neri ha nascosta una ciocca di capelli così rossa che se scuote la testa si può credere che sia il segno di una ferita”. (Guglielmo Gatti, Vita di Gabriele D’Annunzio).

D’Annunzio ha già tre figli dalla moglie e ha una relazione con la trasteverina Barbara Leoni; la Cruyllas è sposata e ha quattro figli, ma per nessuno dei due si tratta evidentemente di scogli insormontabili: come due adolescenti entrambi si lasciano travolgere dalla passione e si ritrovano nell’intimità, insaziabili e voluttuosi, l’uno tra le braccia dell’altra. Per lui, d’ estrazione borghese e provinciale, quella è la grande conquista: “Maria ha una serqua di titoli da far svenire un modesto borghese di Pescara…La Cruyllas colpisce a fondo il Poeta, che come tutti i bassi di statura ha un debole per le donne imponenti.” (Piero Chiara)

Il conte Anguissola a causa di un dissesto finanziario si trasferisce a vivere dai suoi genitori; la moglie rimane a Napoli, con la prole, in un appartamento in via Caracciolo a poca distanza dall’albergo dove si incontra furtivamente per mesi con D’Annunzio. Quando il marito sorprende la coppia gli amanti vengono accusati di adulterio e sono costretti a subire un processo: vengono condannati a cinque mesi di reclusione. La sentenza viene sospesa grazie ad una amnistia regia, ma alla principessa è sottratta la custodia dei figli.

D’Annunzio e la Cruyllas trovano ospitalità nel gelido castello mediceo della principessa Emma Gallone, ma ai roventi primi mesi di passione seguono mesi tristi, di miseria: si dice che spesso manchi loro anche il pane…e intanto lei è incinta. 

Quando D’ Annunzio riesce finalmente a pubblicare un altro romanzo a puntate, “Il trionfo della morte”, per la coppia è una boccata d’ossigeno: la somma incassata permette loro di lasciare il castello di Ottaviano e di trasferirsi in una casa più accogliente a Resina. Qui il 9 Gennaio del 1893 nasce una bambina, unica femmina dei cinque figli del Vate. All’anagrafe è Eva Adriana Renata, figlia del conte Guido Anguissola; la mamma la chiama “Ciucciuzza”. D’Annunzio la riconoscerà solo successivamente e a lei il poeta resterà sempre particolarmente e affettuosamente legato: Renata ‘Ciciuzza’, una volta adulta lo accudirà durante il periodo di cecità forzata nella Casetta Rossa di Venezia.

La Cruyllas comincia invece a sentire il peso dei disagi economici, diventa gelosissima e inizia a soffrire di turbe psichiche. Le scenate sono all’ordine del giorno: si adira, urla, distrugge suppellettili, manoscritti e tutto ciò che ha a portata di mano

La relazione con la dama siciliana diventa per il volubile poeta una gabbia insopportabile, da cui vuole fuggire al più presto: “Sento le mie forze andarsene…Mi spossa e mi rende sterile…se resto con lei sono perduto.”

Decide di cambiare ambiente per uscire dal soffocante e pericoloso isolamento con la compagna. La coppia si trasferisce con la bambina in una villetta in affitto a Francavilla. All’ Hérelle, traduttore dei suoi libri, D’Annunzio scrive: “Vivo con una malata”. Gli eccessi erotici dell’amante che da principio avevano acceso il suo entusiasmo, ora lo disgustano…Provvidenziale gli si rivela l’incontro e l’inizio della relazione d’amore con Eleonora Duse a Venezia. 

Il legame con Maria Gravina Cruyllas si è ormai spezzato, tuttavia il volubile abruzzese non si prende mai la responsabilità di chiudere definitivamente una vicenda amorosa; il suo istinto lo porta alla fuga e al tempo stesso a lasciarsi sempre una pota aperta…La Cruyllas infatti nel 1895 partorisce un altro figlio, Dante Gabriele, ma diversamente da quanto avvenuto con Renata, D’Annunzio non vuole riconoscerlo. Afferma che il bambino non è suo e indica il nome del presunto padre: Rocco Pesce, un domestico. Probabilmente non lo riconosce per evitare un altro processo per adulterio; oppure perchè è ormai fermamente deciso a lasciare la principessa che gli rende la vita impossibile con la sua gelosia e che gli impedisce di lavorare. Molti anni dopo, quando Dante Gabriele raggiungerà nel 1920 a Fiume il Vate, questi scriverà di suo pugno una dichiarazione definendolo “il figlio segretamente diletto che oggi la mia speranza consacra erede di tutte le mie sovranità effimere e perenni”. 

La passione si consuma in fretta e presto resta solo la cenere di quel legame durato appena un lustro. 

Solo poco tempo dopo la nascita del bambino infatti D’Annunzio inizia un’altra tormentata storia d’amore alla luce del sole, con Eleonora Duse e anche la Cruyllas abbandona i due figlioletti Renata e Dante Gabriele al loro destino, per condurre secondo alcuni una casa di tolleranza prima a Firenze e poi a Roma; secondo altri una pensione di seconda categoria a Montecarlo dove morirà alcuni anni più tardi, in estrema solitudine.

 

Photo Credits: www.centrostudidannunziani.it

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