La cucina dell'isola

I caffè Caflisch

14 Febbraio 2025

I caffè svizzeri vennero fondati dalla famiglia Caflish nel 1825 a Napoli e nel 1898 a Palermo. I Caflish provenivano dal Canton Grigioni ed erano emigrati in Italia per sfuggire a una pesante crisi economica.

Per rivivere la magica atmosfera delle eleganti pasticcerie di una volta ci tuffiamo tra le pagine di  un un libro di Matilde Serao. Si parla dei Caflish di Napoli, è vero; ma l’aria che si respirava a Palermo non doveva essere molto diversa…

“Dove la folla ricominciava era innanzi ai nuovi magazzini del dolciere Caflish, tre magazzini smaglianti di cristalli, di marmi, di bomboniere variopinte, di dolci d’ogni specie; una folla che entrava e usciva dalle due botteghe, risaliva nelle carrozze, nelle carrozzelle, carica di cartocci, di bottiglie incartate, di canestrini, di cassette di legno greggio. (…) La maggior golosità napoletana, la maggiore ricerca era per i dolci natalizi : il sosamiello fatto di una pasta lucida giallo bruna assai dura dove entravano il miele e le mandorle, in quantità; il mostacciuolo fatto di fior di farina, di cioccolatte, di conserva di frutta, duro all’apparenza, morbido in sostanza e liquefacentesi in bocca; per l’aristocratica , pasta reale, rosea, verde, bianca, fatta di mandorle e amarena, di mandorle e pistacchio, di mandorle e zucchero fitto bianco: questi dolci assumevano tutte le forme geometriche, rotonde, a rombo, a quadrilatero, a forma di panini, a cuore, a rettangolo, di tutti i colori, promettenti tutte le dolcezze: se ne faceva un consumo enorme, gli ordini per mandarne delle cassette in provincia erano presi da due commessi che non cessavano di scrivere nei loro registri. Ma anche i pasticcini, i pasticcini francesi di tutte le forme, di tutti i colori, con tutte le creme , chiare, brune, gialle, bianche, rosee, anche questi pasticcini che formano la delizia dei napoletani, erano messi a piramidi, a castelli, nei grandi doppi fogli di carta; e anche le chicche francesi, dai nomi francesi, dalla pralines ai fondants, dalle dragèes alle langues de chat, scomparivano nelle scatole dei confetti di raso, di trina, di paglia, di maiolica, di metallo cesellato; ma anche i biscotti, la cosidetta pasticceria secca, ma anche la più comune schiacciata, la pizza dolce, avevano le loro grandi richieste. Faceano il servizio tutti i commessi di casa Caflish, tutti svizzeri, giovanotti dalla pelle bianca e rosea, dagli occhi azzurri, dai capelli biondi, dai grandi grembiali candidi.”

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